Carta

L’approvvigionamento di carta ecologica ha raggiunto ormai un’alta percentuale (circa il 93%) del totale acquistato; come richiesto anche dalla Policy in materia di sostenibilità per gli acquisti e l’utilizzo di carta, la preferenza viene data a prodotti con un alto contenuto di fibre riciclate post-consumo, a cui segue una consistente parte di carta di origine certificata (FSC e/o ECF/TCF).
L’impegno assunto ormai da tempo da Intesa Sanpaolo a incentivare l’uso della rendicontazione elettronica in sostituzione delle comunicazioni cartacee ha permesso di consolidare ulteriormente gli obiettivi raggiunti negli ultimi anni, contenendo ove possibile l’utilizzo della carta e limitandone lo spreco, con conseguente abbattimento delle correlate emissioni di CO2.
Nel 2014 la dematerializzazione di diverse fasi di stampa (RI.BA, Contabili bonifici, Quietanze finanziamenti domiciliati e Tabulati per i punti operativi e gli uffici) è proseguita e ha consentito di evitare l’utilizzo di 700 tonnellate di carta, corrispondenti a minori emissioni di CO2 per oltre 1.400 tonnellate. Parallelamente le adesioni al servizio di Rendicontazione On-line da parte della clientela della banca ha contribuito a consolidare i risultati conseguiti già negli scorsi anni: i consumi di carta grazie a questa iniziativa si sono ridotti di oltre 500 tonnellate, equivalenti a minori emissioni di CO2 per oltre 1.100 tonnellate.
La raccolta della firma digitale a fronte delle principali operazioni effettuabili allo sportello è ormai diventata una consuetudine apprezzata dalla clientela della banca. Nel 2014 si è ulteriormente ampliata la possibilità di sottoscrivere la modulistica in questa modalità, andando a ricomprendere: versamenti, prelevamenti, compravendita di valuta estera, cambio assegni, disposizione di bonifici ordinari singoli, giroconti, acquisto di biglietti/abbonamenti per eventi, pagamento e prenotazione di bollettini MAV, RAV, RiBa e Freccia. Le stampe evitate hanno consentito di risparmiare 300 tonnellate di carta (corrispondenti a circa 600 tonnellate di CO2 non emesse in atmosfera).
Ulteriori ottimizzazioni sono state conseguite grazie all’adozione – in ogni filiale del Gruppo – di una postazione internet attraverso la quale la clientela può consultare i Fogli Informativi sulla Trasparenza Bancaria, sollevando i colleghi dall’obbligo di produrli in formato cartaceo. Il risparmio di carta è stimabile nel 2014 in oltre 176 tonnellate, equivalenti a minori emissioni di CO2 per circa 334 tonnellate.
Va infine citato il consolidamento dell’iniziativa “Zerocarta” che consiste nell’evitare di fornire dispense cartacee ai colleghi che partecipano ai corsi di formazione: il volume di carta non utilizzato nel 2014 è stato pari a 5.300.000 fogli per le dispense e a 100.000 fogli per i questionari di gradimento. Complessivamente i consumi di carta sono stati abbattuti per ulteriori 27 tonnellate, corrispondenti a 51 tonnellate di CO2 non emessa.
I risultati sopra riportati, sono stati ottenuti tenendo conto dell’intero ciclo di vita della carta; il modello sviluppato a partire dal 2008, è stato adattato più volte nel corso degli anni in base alle esigenze di rendicontazione (fasi del ciclo di vita) e delle iniziative monitorate. Il ciclo di vita comprende 6 diverse fasi: produzione carta (riciclata e non), trasporto dalla cartiera agli utilizzatori, stampa, eventuale recapito dei documenti ai destinatari, smaltimento finale e relativo trasporto ai centri di riciclo, discarica o incenerimento. Nel 2014 lo studio è stato revisionato con i fattori di emissione di gas serra (GWP100) aggiornati e implementato, in accordo con la nuova versione G4 degli indicatori del GRI, con il calcolo dei consumi di energia primaria associati.

Per quanto riguarda le banche e partecipate estere sono migliorate le performance relative all’utilizzo di carta ecologica. In particolare Banka Koper, Intesa Sanpaolo Bank Romania, Intesa Sanpaolo Banka Bosnia i Hercegovina, VÚB Banka, Banca Intesa Russia e Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) hanno raggiunto delle percentuali superiori al 90% rispetto al totale di quella acquistata. Intesa Sanpaolo Bank Albania, Privredna Banka Zagreb e CIB Bank, invece, hanno privilegiato l’acquisto di carta riciclata: CIB Bank in particolare ha raggiunto una percentuale di utilizzo pari 98%. Sul fronte dell’uso della carta riciclata segnaliamo in generale un forte aumento dell’acquisto: dal 2012 al 2014 le banche estere sono passate dal 7% ad oltre il 26% di carta riciclata acquistata.

Molte risultano essere anche le iniziative volte alla riduzione dell’uso di carta, come ad esempio la progressiva adozione della modalità di stampa in fronte retro. Tra le iniziative avviate nel 2014 in particolare segnaliamo il progetto avviato da Banca Intesa Russia che ha realizzato una riduzione del materiale cartaceo dei corsi di formazione utilizzando la formazione a distanza, il progetto di Banca Intesa Beograd che ha portato alla sottoscrizione elettronica di tutti i documenti adottati da parte del Comitato esecutivo e del Consiglio di Amministrazione, il “New Core Banking System - Flexcube Upgrad” di Intesa Sanpaolo Bank Albania, che prevede l’utilizzo di tablet per la sottoscrizione della modulistica nelle filiali per prelevamenti e versamenti. Tra le iniziative per promuovere le filiali paperless, il Progetto Danube, attualmente attivo in Privredna Banka Zagreb, prevede l’utilizzo delle firma biometrica con l’eliminazione del supporto cartaceo. A fine 2014 sono stati installati circa 1.100 dispositivi ed ha aderito il 64% della clientela del gruppo PBZ.
Relativamente agli altri acquisti green vanno inoltre segnalati gli acquisti di materiale economale, in particolare: penne riciclate al 92%, matite riciclate al 57% e certificate NF environment, porta monete in PVC riciclato al 100% e raccoglitori a tre bottoni in cartone riciclato 100%.

Rifiuti

Nel 2014 i quantitativi di rifiuti prodotti in Italia sono aumentati del 8% rispetto al 2013; tale incremento è associato da un lato alla razionalizzazione della rete degli sportelli bancari e dall’altro all’accentramento delle attività di sede centrale in alcuni siti di Milano e Torino, con conseguente rilascio degli immobili di provenienza. È inoltre proseguita l’attività di smaltimento delle macchine da ufficio iniziata nel 2013 per le quali vigeva uno speciale ordine di conservazione relativamente ad indagini in corso da parte del governo degli Stati Uniti. A parità di condizioni si ritiene che i quantitativi di rifiuti smaltiti sarebbero stati sostanzialmente stabili.
Nel 2014 i quantitativi di toner e nastri inchiostrati esausti ritirati presso le sedi del Gruppo Intesa Sanpaolo sono stati pari a circa 136 tonnellate, di queste circa il 98% sono state ritirati da una società esterna per essere avviati a rigenerazione mentre il restante 2% è stato smaltito attraverso il formulario dei rifiuti da parte di alcune società del Gruppo di ridotte dimensioni.
All’estero invece i quantitativi di toner e nastri inchiostrati esausti sono diminuiti di oltre il 40% in ragione di alcune iniziative di dematerializzazione (utilizzo tablet in filiale) e di outsourcing del servizio di stampa avviate da alcune banche del Gruppo.
Per quel che riguarda le Banche Estere invece, i quantitativi di rifiuti prodotti sono sostanzialmente stabili rispetto al 2013. Tuttavia, da un’analisi più approfondita, emerge una netta riduzione dei rifiuti non pericolosi quali ad esempio di macchine ufficio e toner / nastri esausti a fronte di un considerevole incremento dei rifiuti pericolosi concentrato in particolare in alcune banche del Gruppo che sono state interessate dal processo di roll-out del parco macchine informatiche (ad esempio vecchi monitor a tubo catodico) in conseguenza dell’accentramento del servizio di acquisto di apparecchiature informatiche.
Importante sottolineare che molte Banche Estere, anche laddove la legislazione non lo richieda obbligatoriamente, hanno avviato la raccolta differenziata di carta, plastica e vetro. Inoltre Banca Intesa Russia ha installato dei box per la raccolta delle pile usate mentre in Albania è stata avviata la raccolta dei tappi per l’acquisto di carrozzine da donare ad enti.
Nel 2014 è stato aggiornato lo studio relativo al calcolo della Carbon Footprint dei rifiuti prodotti dalle sedi di Intesa Sanpaolo presenti sul territorio nazionale. Il calcolo, espresso in Kg CO2 equivalente, prende in considerazione il trasporto dei rifiuti dal luogo di produzione al destinatario e il relativo fine vita (recupero, messa in discarica, termovalorizzazione, ecc.). Lo studio è stato inoltre perfezionato introducendo, in accordo con la nuova versione G4 degli indicatori del GRI, anche il calcolo dei relativi consumi di energia primaria. Contestualmente il modello è stato esteso ai rifiuti prodotti presso le Banche Estere del Gruppo.
Tali emissioni sono classificabili come Scope 3 in accordo al GHG Protocol “Corporate Value Chain (Scope 3) Accounting and Reporting Standard (WBCSD - WRI 2011).

Peso totale dei rifiuti per metodo di smaltimento

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Acqua

Nel Gruppo Intesa Sanpaolo l’utilizzo della risorsa idrica è prevalentemente legato agli usi igienici sebbene, in limitati casi, venga anche utilizzata a fini “tecnologici” nella produzione del freddo per la climatizzazione.
Nel 2014 i quantitativi di acqua consumata dal Gruppo sono diminuiti mediamente del 13,7% rispetto al 2013. I consumi per addetto si attestano intorno a 23 mc.
A partire dal 2012 è stato avviato un progetto di monitoraggio dei consumi idrici in un campione di Filiali appartenenti al perimetro SGAE dotate di fornitura autonoma; il monitoraggio ha interessato solo i consumi per uso igienico sanitario e ha evidenziato un’estrema variabilità dei dati di consumo in funzione delle differenti tipologie, modelli organizzativi e localizzazione delle Filiali.
I più recenti risultati del progetto hanno permesso di stabilire che la quota parte dei consumi associata all’utilizzo igienico sanitario è pari a circa il 50% dei consumi per addetto.
Presso il Palazzo Uffici del Lingotto di Torino è proseguita la sperimentazione sui distributori di acqua potabile tramite erogatori collegati alla rete idrica comunale. Nel 2014 sono stati consumati oltre 10.900 litri d’acqua e ciò ha comportato la riduzione nell’utilizzo di quasi 22.000 bottigliette (pari a 436 kg di plastica ed emissioni di CO2 evitate per circa 1300 kg).

Spese per la gestione dell’ambiente [migliaia di euro]

 201420132012
ItaliaEsteroItaliaEsteroItaliaEstero
Gestione Rifiuti Speciali 1.545 410 1.585 314 1.639 492
Formazione 53 78 17 66 146 100
Manutenzione, SGAE e Certificazione 50.407 19.970 30.755 23.886 28.946 23.984