Il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta un approccio di rispetto della normativa fiscale nella convinzione che questo sia un contributo fondamentale di cittadinanza che svolge un importante ruolo nel sostenere le comunità in cui opera. L’impatto positivo di Intesa Sanpaolo in questo senso è ribadito dalla previsione resa pubblica con il Piano d’Impresa di un contributo complessivo dal 2014 al 2017 di circa 10 miliardi, importo paragonabile a una legge di stabilità.
Nel corso del 2014 Il Gruppo, oltre a imposte indirette per 952 milioni, ha rilevato imposte dirette di competenza per 1.781 milioni, per la massima parte in Italia, dove sono stati realizzati la maggior parte dei proventi operativi netti, come risulta dalla tabella che segue.

 ItaliaEuropaResto del mondo
Contributo fiscale 1.382 374 25
Proventi operativi netti 13.366 2.915 617
 

Sono in corso di attuazione anche apposite iniziative volte a rafforzare l’impegno per il contrasto alle attività nei paradisi fiscali, prevedendo l'introduzione di presidi specifici in fase di ingresso del Gruppo in nuovi mercati, prevedendo la valutazione del rischio di riciclaggio e rischio fiscale connessi all’operatività in giurisdizioni poco trasparenti e/o attraverso strutture societarie particolarmente complesse e carenti in termini di trasparenza negli assetti proprietari. Sono in corso di definizione, inoltre, nuove regole di gestione e monitoraggio dei rischi fiscali connessi alle operazioni della clientela radicata in Italia. Infine, con riferimento alle realtà estere del Gruppo radicate in paesi limitrofi all’Italia e operanti nel settore del private banking, erano state emanate già nel 2013 delle policy dedicate a controlli in ambito fiscale dei depositi presso le banche del Gruppo di clientela con residenza fiscale estera. Tali ultime policy nel 2014 sono state oggetto di aggiornamento.